765 179. Abbiamo conosciuto da questi fatti la carità
del Santo, virtù che porta a godere dei successi delle
persone care. Però siamo convinti che nello stesso
tempo siano stati rimproverati assai quelli che negli eremitori
vivono in modo diverso.
Molti infatti trasformano il luogo della contemplazione in
ozio e il modo di vivere eremitico, istituito per consentire
alle anime la perfezione, lo riducono ad un luogo di piacere.
Questa è oggi la norma dei nostri anacoreti: vivere
ciascuno secondo il proprio capriccio.
Certo questo rimprovero non è per tutti. Sappiamo che
vi sono dei santi ancora viventi nella carne, che nell'eremo
seguono ottime leggi. Sappiamo pure che i padri che li hanno
preceduti sono stati fiori di rara bellezza. Voglia il cielo
che gli eremiti del nostro tempo non tralignino da quello
splendore primitivo, che per la sua santità merita
una lode eterna!
766 180. Inoltre, quando Francesco esortava tutti
alla carità, li invitava a dimostrare affabilità
e cortese dimestichezza. Voglio - diceva - che i miei frati
si dimostrino figli della stessa madre, e che si prestino
a vicenda generosamente la tonaca, la corda o ciò che
uno avrà chiesto all'altro. Mettano in comune libri
e tutto ciò che può essere gradito ed anzi,
direi di più; li costringano ad accettarli».
Ed anche a questo riguardo era il primo a darne l'esempio,
per non dire cosa alcuna che prima non adempisse in lui il
Cristo.